Uno studio piccolo, un metodo che si tiene.
Uno studio di consulenza informatica che lavora tra Italia e Svizzera, con PMI strutturate e realtà più piccole. Tre competenze tenute insieme da una persona sola: analisi dei processi, infrastruttura, sviluppo.
Un interlocutore, dalla consulenza alla manutenzione.
Chi ascolta il flusso è la stessa persona che poi configura i sistemi e scrive il software. Nulla si perde nel passaggio.
NereauWeb è lo studio di Andrea Porcheddu, consulente informatico. Lavora con aziende che hanno processi maturi e un'informatica cresciuta a strati, e con attività più piccole che hanno bisogno di una presenza online curata e di strumenti che funzionino senza pensieri. Tra Italia e Svizzera, in presenza dove serve, in remoto dove basta.
Le competenze sono tre e stanno insieme per scelta. L'analisi dei processi, perché prima di qualunque strumento viene il flusso di lavoro di chi lo userà. L'infrastruttura, perché il lavoro quotidiano poggia su posta, file, identità, backup e rete, e queste cose vanno tenute in ordine. Lo sviluppo su misura, perché quando nessuno strumento esistente regge il flusso, serve scriverlo.
Lo studio è piccolo e resta piccolo. Significa pochi rapporti alla volta, seguiti nel tempo, e un solo interlocutore che conosce il contesto dall'inizio.
Nereau, il ragno che ordina il rumore in discorso.
Senza stoffa non puoi tessere la trama.
Il nome viene dalla mitologia della Micronesia, nella variante più nota quella delle isole Gilbert, oggi Kiribati. Nereau, «il signore dei ragni», è una divinità creatrice doppia: il Ragno Antico, che da una conchiglia trae il cielo e la terra, e il Ragno Giovane, demiurgo che crea per struttura coerente. Al Ragno Giovane spetta il compito di trasformare i pazzi e i muti in esseri umani: per questo è anche una divinità del linguaggio (fonte: Wikipedia, voce «Nereau»). Non dà loro una voce nuova: articola quella che hanno e non sanno dire.
È il ruolo che lo studio riconosce al consulente. Le aziende hanno processi che funzionano e che nessuno ha mai scritto. Il lavoro è nominarli, metterli in ordine, e solo dopo costruire gli strumenti che li sostengono. La trama si tesse con la stoffa che c'è: il flusso reale, le persone che lo fanno, i sistemi già in uso.
La ragnatela che attraversa la prima pagina del sito dice la stessa cosa in forma visiva: una rete che si costruisce per raggi e cerchi, dove ogni filo regge ed è retto da altri.
Cambia il cliente, non la sequenza.
Documentare, configurare, sviluppare. Poi consolidare, e ricominciare dalla documentazione.
Ogni progetto attraversa gli stessi tre gesti; cambia quanto pesa ciascuno. Si scrive il flusso che esiste. Si fa funzionare ciò che c'è già. Si costruisce ciò che manca, e solo quello. Quando i tre gesti si chiudono, resta lo sfondo del rapporto: un interlocutore, una documentazione che si stratifica, e da lì le richieste successive.
Il metodo è raccontato nel dettaglio nelle note del blog. I casi concreti, con nomi e stack, stanno nel portfolio. I servizi, uno per uno, nella pagina dedicata.
Partiamo da una conversazione.
Raccontateci come lavorate oggi, in due righe. Ci sediamo allo stesso tavolo, di persona o in chiamata, e capiamo insieme se ha senso procedere. Se sì, proponiamo i passi successivi; se no, ce lo diciamo.